Marocco in moto

La Terra di Dio


dal 23 marzo al 6 aprile

“Se l’ Africa è un pavone, il Marocco ne è la coda”. Recita così un antico proverbio marocchino per descrivere le molteplici sfumature dell’antico regno di Mur-Akush, la Terra di Dio. Vera porta di accesso all’ Africa il Marocco ci accoglie con le sue profonde diversità, tra leggendarie catene montuose, antiche città e deserti sconfinati. La preziosa influenza del sole in questo pezzo d’Africa dona vita ad ogni cosa e la bellezza è veramente dappertutto.

 

Quota PILOTA € 2.280,00
Quota PASSEGGERO € 2.080,00

23 marzo – Genova > Barcellona

Imbarco a Genova con GNV alla volta di Barcellona dove sbarcheremo domani alle ore 9:00

24 marzo – Barcellona > Valencia

Prima colazione a bordo. Comincia oggi la nostra discesa verso l’Andalusia. Ovviamente qualche tratto autostradale lo faremo ma sfrutteremo comunque le bellissime strade statali che offre la Spagna. Subito dopo Barcellona entreremo nel Parco del Garraf in direzione sud-ovest fino a raggiungere la N-340. Dopo Tarragona entreremo nelle colline dove sosteremo per il pranzo. Proseguiremo nell’entroterra fino a riprendere la costa circa 70 km prima di Valencia dove arriveremo nel tardo pomeriggio.

25 marzo – Valencia > Almeria

Colazione in hotel. Ripartiremo prendendo la Autovia Mediterranea verso sud per un centinaio di km fino a Caudete. Rimarremo nell’interno a nord di Murcia proseguendo verso Barranda dove ci fermeremo per il pranzo. Nel pomeriggio raggiungeremo il Passo Velefique a 1800 m.s.l. La strada è bellissima con dei panorami incredibili. Nel tardo pomeriggio raggiungeremo Almeria dove pernotteremo.

26 marzo – Almeria > Tarifa > Tangeri

Prima colazione in hotel. 4 ore di strada ci attendono per raggiungere il porto di Tarifa dove ci imbarcheremo verso Tangeri. Un’ora e mezzo di traghetto e saremo in Marocco. Raggiungeremo l’hotel per poi visitare la città.

27 marzo – Tangeri > Fes

Prima colazione in hotel. Oggi raggiungeremo la prima delle quattro città imperiali del Marocco: Fès, Marrakech, Rabat e Meknès. Devono il loro nome all’opera delle varie dinastie di regnanti che, in tempi diversi, le scelsero come residenza, aumentandone il fascino durante il proprio regno attraverso importanti interventi architettonici.

28 marzo – Fes > Midelt

Colazione in hotel. Direzione IFRANE Arroccata a 1.650 metri di altitudine, la città contribuisce alla ricchezza di esperienze che si possono vivere in Marocco. Lì, laghi dalle onde tranquille, cascate che riversano le loro fredde acque nelle valli. Tutto intorno, la più grande foresta di cedri del mondo. MIDELT è una meta turistica popolare grazie alla sua posizione ideale per escursioni montane, trekking e sport all’aria aperta. La città in sé è piuttosto piccola e tranquilla, con un’atmosfera rilassata e amichevole. Ci sono numerosi mercati tradizionali e negozi di artigianato locale dove è possibile acquistare prodotti tipici del Marocco, tra cui abbigliamento, tappeti, ceramiche e spezie.

29 marzo – Midelt > Merzouga

Scenderemo dall’Atlante per dirigerci verso le Gole del Ziz. Le falesie rosse che corrono lungo le gole dello Ziz sono stupefacenti, e regalano immagini rare. Le strade si incrociano così tra le scogliere e lungo lo Ziz vivono i nomadi, i berberi. Questi nomadi sono lì per sfruttare l’acqua dello Ziz, che permette le coltivazioni e l’allevamento di piccoli animali. Nel tardo pomeriggio raggiungeremo Merzouga. L’attrazione di Merzouga è una, ma da sola vale un viaggio in Marocco: il deserto, e per la precisione Erg Chebbi. Si tratta di una distesa di dune che si estende per quasi 30 km da nord a sud e raggiunge l’altezza massima di 160 metri.

30 marzo – Merzouga > Rissani > Campo tendato nel deserto

Rissani  è l’ultimo centro abitato importante nel Sud-Est del Marocco, nella provincia di Errachidia, nella regione di Meknès-Tafilalet. Si trova nei pressi di Erfoud ai margini dell’Erg Chebbi, il maggiore deserto di sabbia in Marocco. L’attuale centro abitato conserva alcune testimonianze del suo glorioso passato di capitale e di città santa: il Mausoleo di Moulay Ali Cherif, chiuso ai non musulmani, è stato rapidamente ricostruito dopo la sua distruzione nel 1955 in seguito a una piena del fiume Ziz. Assolutamente da non perdere è il suo Souk organizzato in settori (abbigliamento, oggettistica, bestiame, spezie, datteri…). Il mercato si tiene il martedì, il giovedì e la domenica, un mercato per gli abitanti e non solo per i turisti.

31 marzo – Merzouga > Boumalne Dades

Colazione in hotel. Prima destinazione Tinghir, un piccolo villaggio abitato da tribù berbere situato in una splendida oasi tra due catene montuose, l’Alto e il Piccolo Atlante. Il villaggio è un punto di partenza privilegiato per la visita alle spettacolari Gole del Todra, con pareti rocciose, in alcuni punti estremamente strette, che raggiungono l’altezza di 300 metri. Un canyon che il fiume Todra ha scavato nel corso dei millenni, le cui preziose acque gelide scorrono verso Tinghir attraverso impressionanti rocce rosse.Proseguiremo poi verso le Gole del Dadès dove entrambi i fiumi Todra e Dadès hanno scavato un canyon sul fianco della scogliera nel loro ultimo percorso, lungo 40 chilometri, attraverso le montagne, lasciando dietro di sé una serie di rilievi e incisioni nella roccia. La valle del Dades sale verso le montagne e regala incantevoli paesaggi con rocce dai colori cangianti e la visione di strane conformazioni rocciose note come le dita delle scimmie. In seguito lungo il fiume Dades e le sue coltivazioni e produzioni di rose damskine si incontreranno veri omaggi all’ingegno dell’uomo con le kasbah costruite in argilla e paglia, decorate con la semplicità e l’austerità dello stile berbero. Boumalne-Dadès è un comune del Marocco, situato nella regione di Souss-Massa-Drâa, a 50 km da Tinghir, capoluogo della provincia. Situato a 1560 metri di altitudine, si trova sulla catena montuosa dell’Atlante e i suoi poco più di 2000 abitanti sono per lo più di origine berbera.

1° aprile – Boumalne > Ait-Ben-Haddou > Marrakech

Ait-Ben-Haddou è una città fortificata – o ksar – sorta lungo la rotta carovaniera tra il deserto del Sahara e l’attuale città di Marrakech.In parte risalente al XII secolo, e in parte al 1740, è uno dei più completi esempi di architettura presahariana del mondo. Da lontano appare come un castello di sabbia con muri di pisé rosso ocra e  torri merlate. Il nome del passo di montagna deriva dalla lingua berbera: “Tizi” significa “passo di montagna” e “Tichka” significa “pascoli”. Quindi, letteralmente, il nome in inglese sarà “pass of the pastures”. La strada fu costruita durante il periodo della colonizzazione francese del Marocco. Fu costruito nel 1936 dall’esercito francese per avere un accesso diretto da Marrakech a Ouarzazate.

2 aprile – Marrakech

Giornata dedicata alla visita della città, da sempre una delle più affascinanti del nord Africa e dove convivono due volti all’apparenza inconciliabili. La tradizione che affonda i suoi usi e costumi in tempi remoti e uno stile di vita più occidentale che si respira in molti quartieri di Marrakech.

3 aprile – Marrakech > Rabat

Molto più rilassata e tranquilla rispetto ad altre città del Marocco, Rabat riesce a coniugare un’atmosfera cosmopolita con elementi storici e architettonici di grande interesse. Monumenti fenici, romani, della dinastia degli Almohadi e della dinastia berbera di Merinide raccontano la lunga storia di Rabat. Sorprendenti la Muraglia degli Andalusi che protegge la zona meridionale della Medina, costruita nel 1600 in argilla, e la città vecchia, più schematica rispetto alle altre Medine, dove la rue Souika, che conduce alla Grande Moschea e al souq di calzature di Es Sebat, è il centro nevralgico.

4 aprile – Rabat > Chefchaouen > Tangeri

Prima colazione in hotel. Penultima tappa del nostro tour che ci porterà nella splendida Chefchaouen dove pranzeremo. Nel pomeriggio raggiungeremo poi Tangeri Med dove ci imbarcheremo per il ritorno in Italia. Conosciuta anche come la “Città blu cobalto” Chefchaouen, si trova nella valle del Rif, la regione a forma di mezzaluna, nel nord del Marocco. Un gioiello nascosto interamente colorato di azzurro. Tutte le sue case, i muri, le porte, le finestre, le fontane e perfino le strade sono colorate di questa tonalità. Chefchaouen, fondata nel 1471, è stata considerata per molti secoli un luogo inviolabile e sacro, cui era proibito l’ingresso agli stranieri. La parte antica della città ricorda lo stile tipico dell’Andalusia, poiché in origine la sua popolazione era composta dagli esiliati andalusi, musulmani ed ebrei arrivati fin qui alla ricerca di un luogo sicuro dove mettere radici. Ancora oggi gran parte dei suoi abitanti parla spagnolo. Ripartiremo nel tardo pomeriggio per raggiungere Tangeri Med dove ci imbarcheremo per il ritorno in Italia.

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Sbarco in Italia, fine dei servizi